Vineia – Racconti di vino in Casentino, è un gioco di parole attraverso il quale il Comune di Bibbiena ha voluto proporre un progetto che potesse raccontare il lungo percorso del vino in questa valle, dagli Etruschi a oggi, facendo parlare i luoghi, i reperti archeologici, i manufatti antichi, i contenitori utilizzati nel convivio, ma anche quelle vestigia che un tempo lontano erano segni di presa in cura di questo prodotto e della sua diffusione, come le torri di guardia alle vigne o le caratteristiche buchette dal vino.
Il progetto si concretizzerà il 6 e il 7 giugno 2026 in una due giorni piena di iniziative che prenderanno il via da una mostra allestita grazie al supporto del GAC al Museo archeologico Piero Albertoni dal titolo “Il vino in Casentino dagli Etruschi ai giorni nostri”.
Il 6 giugno si inizia dalla Sala delle bandiere nel Palazzo Niccolini dove si terrà un convegno con esperti, comunicatori, vignaioli e storici per raccontare il lungo percorso storico del vino nella nostra vallata.
Inizieranno alle 11,30 le degustazioni dei vini casentinesi nelle antiche cantine del centro storico e nei palazzi storici.
Alle 15.00 si terrà sempre a Palazzo Nicolini, la presentazione ufficiale dell’Associazione Viticoltori del Casentino.
Alle 16,45 inaugurazione della mostra sui reperti antichi legati al vino al Museo Archeologico di Bibbiena in collaborazione con Museo Archeologico di Arezzo e Castello di Porcian. La mostra, promossa dal Gac, celebra i cinquanta anni dalla fondazione del Gruppo Archeologico del Casentino.
Alle 17,30 si svolgerà una visita straordinaria, alla cantina di Palazzo Tarlati, alle buchette del vino e ai palazzi del centro storico.
Il 7 giugno a partire dalle 9 dal mattino si terrà un tour guidato in bus tra antiche cantine e nuovi vigneti, mentre da Pratovecchio partirà un’escursione in e-bike per visitare alcune cantine del territorio.
A Moggiona verranno svelati i segreti del mestiere del bigonaio, molto legato a quello del viticoltore con una cena a base di prodotti tipici realizzata dalla Pro Loco.
L’Assessora a Cultura e Turismo Francesca Nassini spiega così lo spirito della manifestazione:
“La storia del vino in Casentino oggi ci conduce a una realtà che conta circa trentatrè produttori sparsi in tutta la vallata.
Questa grande risorsa deve essere sostenuta da un progetto culturale che riporti alla memoria tutto il percorso del vino casentinese nella storia. Per questo motivo abbiamo promosso questa iniziativa che parla di valorizzazione cultura e di una promozione di quelle storie e racconti di vino e di vita che hanno caratterizzato la nostra vallata dagli Etruschi a oggi.
Le persone da ringraziare per questo primo esperimento sono tantissime. Cito certamente i viticoltori, che con noi hanno fatto questo percorso, gli uffici comunali, la Oros, il Gac, Love Casentino, Noi che… Bibbiena, la direttrice del Museo Archeologico e la stessa Pro Loco di Poppi organizzatrice de Il Gusto dei Guidi che, affiancandoci, ha concesso a tutta la vallata di poter promuovere, in modo congiunto, i percorsi legati al vino. Aspetto che oggi ritengo di un’importanza strategica per il futuro di questa valle.
Mi viene da chiedere, in modo ironico ma anche profondo: è un caso che il Casentino ritrovi nel vino la sua unione e visione per il futuro?”.
Il progetto Vineia parte dalla storia e restituisce al mondo i racconti e le storie partendo da i reperti archeologici etruschi e romani, che verranno messi in mostra al Museo Archeologico, ma anche dai documenti che riportano l’apprezzamento che personaggi come Lorenzo il Magnifico, esprimono per questo prodotto casentinese.
Ma questo lungo percorso sulla linea del tempo ci rimanda anche alla prelibatezza del Vinum Aurem, un vino da contemplazione fatto dai monaci camaldolesi alla Mausolea di Soci, la villa seicentesca nel comune di Bibbiena che sarà al centro anche del convegno con Dom Ugo Fossa.
Vineia vuole raccontare questa storia con visite guidate, percorsi del gusto e della storia e convegni partendo da una mostra presso il Museo Archeologico “Piero Albertoni”, che raccoglie antichi manufatti provenienti anche da altri musei del territorio aretino, in cui il vino ha lasciato tracce di sapore e di cultura che possiamo ancora raccontare e raccontarci, sorseggiando uno dei buonissimi vini che il Casentino oggi ha ricominciato a produrre.
