Home Cultura e Eventi Il cantautore Renzo Rubino aprirà Naturalmente Pianoforte 2026

Il cantautore Renzo Rubino aprirà Naturalmente Pianoforte 2026

Prima che il Casentino si riempia di musica, arriva Renzo Rubino. Il 24 giugno alle 21.00, alla Fondazione Baracchi di Bibbiena (AR), il cantautore pugliese aprirà Naturalmente Pianoforte 2026 con Cosa direbbe Lucio: un omaggio narrativo al genio di Lucio Dalla, fatto di parole, melodia e silenzi.

Un’ouverture intima e orchestrale. Insieme a Rubino al pianoforte, Andrea Libero Cito al violino. Introduce il giornalista e scrittore, Enzo Gentile (Ingresso libero con prenotazione obbligatoria: whatsapp 3387299666).

Si riprende poi, l’11 luglio, in piazza Tanucci a Stia, sul palco la pianista russa Olga Moniakh con l’Orchestra OIDA di Arezzo, diretta dal maestro spagnolo Manuel Tevar.

In programma due capolavori di Beethoven: il Concerto per pianoforte e orchestra “Imperatore” e l’Ottava Sinfonia. 

La sezione concerti principali obbedisce a una regola che il direttore artistico Enzo Gentile difende con orgoglio: “Proponiamo ogni anno artisti mai incontrati nelle edizioni precedenti”. 

Il risultato è un panorama vasto e a tratti sorprendente, che attraversa decenni di musica e geografie culturali lontanissime:

 Rita Marcotulli dialoga con la voce di John De Leo nell’omaggio ai Pink Floyd; l’icona del soul jazz britannicoSarah Jane Morris arriva con Anders OlinderFrancesca Tandoi, tra le pianiste più originali del nuovo jazz europeo, porta il suo Trio.

Il teatro-canzone irrompe con Elio e Alberto Tafuri nella produzione speciale de La rivalutazione della tristezza, accompagnati da Giulio Molteni al basso e Martino Malacri alla batteria: una dimensione onirica dove la satira si fa poesia e il pianoforte diventa specchio dell’anima. 

È proprio questa capacità di tenere insieme mondi lontani (la comicità e il dolore, la leggerezza e la profondità), che definisce il carattere del festival.

Il momento più atteso dell’intera edizione si consuma all’alba del 19 luglio, quando il buio cede al primo chiarore sulla Pieve di Romena.

Qui il pianoforte di Gloria Campaner incontra la parola di Paolo Ruffini in Mi manchi. L’alba della mia felicità: un evento concepito per esistere una volta sola, in quel luogo, in quell’ora.

Non uno spettacolo da replicare, ma un’esperienza da attraversare. Un’opera creata appositamente per il festival, che nasce e muore con l’alba. 

La pianista veneta, nei giorni scorsi, è stata anche protagonista di un concerto esclusivo: niente pubblico, niente applausi, solo la foresta ad ascoltarla. 

È il concerto agli alberi, l’esperienza più radicale e poetica ideata da Naturalmente Pianoforte insieme al Parco Nazionale. (si allega comunicato e link ai video).ì

Dall’11 al 19 luglioil Casentino diventa festival

Naturalmente Pianoforte è qualcosa di difficile da contenere in una definizione: un evento che coinvolge tutti e dieci i Comuni della valle, oltre 350 volontari50 location distribuite tra borghi, pievi, castelli e foreste del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, con 130 pianisti e 240 ore di musica. Una comunità intera che si mobilita e lavora per fare cultura nella propria terra.

Il pianoforte è il punto di partenza, non il confine. Naturalmente Pianoforte 2026 esplora ogni genere – dalla classica al jazz, dal pop alla sperimentazione – e da lì si espande verso tutti i linguaggi dell’arte:

mostre e installazioni di arte contemporanea, trekking artistico tra le foreste, fotografia, fumetto, talk letterari, masterclass internazionali. È la sinestesia come filosofia: un festival che vuole essere ascoltato, visto, camminato e respirato.

Il tema scelto per questa edizione, “Nessun genere di confine”, è una dichiarazione di metodo. 

Due novità ampliano ulteriormente i confini del festival: Armonie Naturali dedicata ai più piccoli: una settimana di laboratori per bambini dai 5 ai 12 anni tra musica, arte e parola, realizzata in collaborazione con il Festival del libro di Bibbiena

Nasce anche VIVERI, sezione ideata da Martina Liverani, giornalista e gastronoma, che porta la cultura del cibo dentro la narrazione del territorio:

incontri e storie costruite attorno al progetto del Parco Nazionale ‘Aziende agricole consigliate dal Parco’, che restituiscono il legame profondo tra paesaggio, lavoro e identità.

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