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Nido di Soci: istanza di dissequestro rigettata

Aggiornamento ore 19.15

Abbiamo appena appreso, tramite comunicazione dei genitori, che l’istanza di dissequestro della struttura è stata rigettata.

Si tratta di una notizia rilevante, che incide in modo determinante sulle prospettive di riapertura del servizio.

Proprio per questo riteniamo grave che il Consiglio comunale di minoranza non sia stato informato dal Sindaco, nonostante gli impegni di collaborazione e condivisione assunti pubblicamente durante il Consiglio comunale aperto di martedì.

A meno di ventiquattro ore da quell’impegno, le modalità seguite sono risultate incoerenti con quanto dichiarato. La trasparenza e la collaborazione istituzionale non possono essere affermazioni formali: devono tradursi in comportamenti concreti e tempestivi.

Il rigetto dell’istanza rende ora ancora più urgente l’attivazione di soluzioni alternative fattibili in tempi brevi, già emerse nel confronto con le famiglie. In questa fase servono decisioni chiare e rapide.

 

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Martedì 10 febbraio si è svolto il Consiglio comunale in forma aperta da noi richiesto sulla situazione del nido di Soci.

Abbiamo voluto questo spazio non per alimentare divisioni, ma per riportare al centro le famiglie e il loro diritto a un confronto trasparente con l’amministrazione.

Il tema supera le appartenenze, ma è profondamente politico nel senso più pieno del termine: riguarda scelte, priorità e responsabilità di governo di fronte a un servizio essenziale per la comunità.

L’incontro era necessario soprattutto per i genitori, che dopo una vicenda dolorosa che ha colpito l’intera comunità si trovano da mesi ad affrontare una situazione complessa sotto il profilo organizzativo e familiare.

In questi mesi hanno dimostrato grande senso civico, nonostante il senso di abbandono da loro denunciato, attivandosi per cercare soluzioni e interlocuzioni istituzionali a ogni livello.

Martedì hanno potuto confrontarsi direttamente con le istituzioni competenti, portando proposte concrete e domande puntuali, in un momento significativo di democrazia partecipata.

Dal confronto è emerso un quadro che avevamo già evidenziato: una sostanziale attesa da parte dell’amministrazione, che ha valutato alcune ipotesi senza avviare atti formali o verifiche tecniche strutturate, rimandando ogni decisione all’esito del dissequestro.

Una linea che non condividiamo, perché ha lasciato le famiglie per tre mesi senza un percorso alternativo chiaro e operativo.

È stata una proposta avanzata direttamente dai genitori, durante il Consiglio, a ottenere l’impegno dell’amministrazione a verificare rapidamente la possibilità di un ingresso anticipato alle scuole dell’infanzia di Soci e Bibbiena per i bambini che sarebbero dovuti entrare a settembre.

Una misura che potrebbe interessare circa trenta bambini e alleggerire molte situazioni di conciliazione vita-lavoro.

Resta sul tavolo anche la proposta, da noi consegnata formalmente durante il Consiglio, di installare moduli temporanei attrezzati per garantire il servizio ai bambini che resterebbero esclusi da questa soluzione.

Si tratta di un’ipotesi attuabile in poche settimane, che avrebbe potuto essere valutata fin dall’inizio per assicurare una risposta più rapida all’emergenza. Chiediamo ora che venga esaminata con serietà e tempestività.

Ad oggi non esiste quindi ancora una progettualità operativa definita. Attendiamo il prossimo appuntamento del 27 febbraio con la speranza che il dissequestro consenta la riapertura della struttura, soluzione che tutti indubbiamente auspichiamo.

Ma, qualora ciò non avvenisse, riteniamo indispensabile che le alternative emerse vengano finalmente analizzate e attivate in modo concreto, senza ulteriori attese.

Continueremo a lavorare perché il tema resti dove deve stare: non nel terreno dello scontro, ma in quello della reale collaborazione, della responsabilità verso le famiglie e verso l’intera comunità.

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