Foreste Casentinesi: sabato l’incontro con il leader indigeno Adriano Karipuna

Il leader indigeno Adriano Karipuna, del popolo omonimo di Rondonia (Brasile), 36 anni, ha partecipato alla 49esima sessione della commissione Diritti umani delle Nazioni unite, denunciando le violenze e gli abusi che il suo popolo sta subendo.
In questi giorni sta svolgendo con la O.N.G. CO.S.P.E. (Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi Emergenti”) all’interno della campagna AMAzzonia, una serie di incontri di sensibilizzazione in Italia.
Sabato mattina (24 settembre) le giornate del Censimento del cervo al bramito (dal 22 al 24 settembre), daranno la possibilità di partecipare ad un incontro con questa figura simbolo della resistenza dei popoli indigeni dell’Amazzonia contro la deforestazione e l’assalto delle economie predatrici che minacciano l’integrità dei suoi ecosistemi e la vita delle sue comunità. L’incontro pubblico sarà – alle 11,15 – ai Fangacci di Campigna, sul crinale tosco romagnolo.
La comunità Karipuna, che si fonda sul rispetto profondo per la natura per garantirne i cicli di rinnovazione, all’inizio del XX secolo era formata da circa circa quattromila unità. Nel 1970 si era ridotta a soli quattro individui. Oggi è rappresentata da circa una sessantina di persone. Il territorio Karipuna, che si si estendeva su 243mila ettari, è ora quasi dimezzato.
Nel 2007 ci sono state anche le costruzioni di due dighe idroelettriche, che hanno avuto un enorme impatto. La deforestazione e il cambio climatico stanno cambiando in modo dirompente la foresta: la frutta, gli animali sono meno e stanno comparendo nuove specie, i fiumi hanno una portata progressivamente minore e il caldo è sempre più intenso. Adriamo Karipuna, parteciperà anche alla rilevazione notturna del cervo e del lupo.

Adriano Karipuna è ormai diventato un amico del nostro Parco. La sua visita assume un significato particolare alla luce dell’impegno che condividiamo verso la conservazione della biodiversità, la tutela delle foreste evolute e la salvaguardia della dimensione culturale che si collega agli ecosistemi complessi. Alti livelli di qualità ambientale sono il presupposto per la vita degli animali, e quindi anche dell’uomo. Una gestione sostenibile richiede impegno e lungimiranza ma offre benefici maggiori – sia a livello di servizi ecosistemici che di valorizzazione turistica – e più distribuiti nel tempo.” Luca Santini, presidente del Parco.

Facebook Comments Box