A.C. Bibbiena con una nuova rubrica “storie di calcio”

Pensiamo che il calcio sia uno sport magico perché capace di reinventarsi ogni giorno, basta un piccolo spazio, un gruppo di ragazzi e un pallone. E quel pallone unisce tutti, senza ipocrisia, senza strappi, senza altro che la voglia di essere lì a giocare insieme. Per questo la nostra società vuole iniziare a comunicare all’esterno anche tutte le storie di vita che si intrecciano alla nostra missione di allenatori ma anche di formatori. Con “Storie di vita, storie di calcio”, vogliamo far capire che anche in una piccola società come la nostra, si fanno cose importanti, di quelle che possono cambiare la vita delle persone”.

 Con queste parole il Presidente Mario Rosadini annuncia la decisione della società di parlare di calcio anche attraverso le storie di alcuni ragazzi e famiglie che, grazie al calcio, hanno migliorato o semplicemente dato una svolta positiva alla loro vita.

Si inizia con Tommaso Landini.

La sua è una storia di quelle che si possono raccontare per portare una testimonianza universale di forza e determinazione.

Quando era piccolo, un grave incidente lo ha costretto a riorganizzare completamente la sua vita e quella della sua famiglia.

Ma non si è fermato grazie a genitori molto attenti e in particolare alla sua mamma Sabrina che non smette ma di dirgli, “Andiamo oltre”.

Oltre il dolore, oltre le limitazioni imposte dal destino, oltre i pensieri negativi, oltre i propri limiti fisici.

Tommaso 17 anni, non ha mai smesso di allenarsi, nonostante quei famosi limiti che un corpo può avere se offeso in qualche modo.

Ma Tommaso, supportato dalla famiglia e dalla società ha sempre fatto quello che desiderava, ovvero stare con i suoi amici e soprattutto giocare a calcio.

Oggi la società ha deciso di fare di più per lui, ovvero inserirlo nello staff dei Mister sia per i juniores che prossimamente per i più piccoli. Con questa decisione in qualche modo Tommaso si avvicina al coronamento di un sogno che più che nel cassetto è dentro il suo cuore da sempre, diventare allenatore e andare a Coverciano.

“Non importa quanto grande sia il sogno dei nostri ragazzi, l’importante che ci sia. Noi però abbiamo il dovere prenderci cura di quel sogno. Così abbiamo deciso di aiutare Tommaso in questo modo. Per noi i giovani sono il domani. Quando riusciamo ad avviare al grande calcio qualche piede virtuoso ovviamente siamo felici, ma quando aiutiamo le famiglie e i singoli nelle loro piccole battaglie quotidiane lo siamo di più”, così commenta Luciano Ristori responsabile della Scuola Calcio dell’A.C. Bibbiena e colui che ha curato il percorso di Tommaso.

Tommaso, che ha come mito e ispiratore Javier Zanetti per il quale “Vincere, ma non solo” non è il titolo del suo libro, ma un mantra di vita, non molla mai e noi insieme a lui.

 

 

 

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