Chi abita la montagna, le Terre Alte, mantiene vivo il legame tra comunità, territori, memoria e futuro ogni giorno. Un compito non facile, ma che protegge e tramanda tradizioni, cura dell’ambiente, valori di comunità.
Quest’anno, grazie alla proposta avanzata dal Cai Sezione di Arezzo il Premio Nazionale “Custodi delle Terre Alte 2026“ istituito dal Comitato Scientifico Centrale del Cai verrà assegnato all’associazione “Vieni a Vivere a Corezzo” per “la quotidiana opera svolta a favore dei territori montani” come si legge nella motivazione.
Un’iniziativa ad alto valore simbolico, un riconoscimento che parla di lavoro di squadra, spirito di servizio e volontà di non lasciare indietro nessuno.
“Il Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano riconosce il valore della presenza umana in montagna quale fattore di cura, manutenzione, valorizzazione dell’eredità storica, culturale ambientale delle Terre Alte abitate – sottolinea il presidente del Cai di Arezzo Luciano Micheli – per incoraggiare questo genere di attività e additarlo come esempio per altri è stato istituito un concorso teso a far emergere queste figure oltre a suggerire azioni che valorizzino testimonianze esemplari in grado con la propria attività e conoscenza di incarnare esperienze sapienti di coabitazione tra presenza umana e territorio montano”.
La cerimonia di consegna della targa ufficiale si terrà a Corezzo sabato 24 ottobre alle 12 e sarà preceduta alle 9,30 da una escursione a Serra attraverso i boschi durante la quale saranno illustrate le essenze arboree presenti a cura di Fulvio Ducci, già presidente del Crea e attuale presidente del Comitato Scientifico Regionale Cai.
L’associazione di Corezzo, presieduta da Maria Elisa Grandi, svolge un’attività essenziale per la comunità e contro lo spopolamento, con emporio, generi alimentari, bar e punto di ritrovo, e insieme alla cooperativa di comunità gestisce servizi per le scuole del paese, come la mensa e la sorveglianza scuolabus, un esempio virtuoso.
E la proposta per il riconoscimento avanzata dal presidente del Cai di Arezzo Luciano Micheli, con il supporto di Sandro Vasarri consigliere del Gruppo Regionale Cai della Toscana intende valorizzare e far conoscere a livello nazionale le realtà locali più preziose, soprattutto questa, nel cuore delle Foreste Casentinesi, incastonata tra La Verna e Camaldoli.
Corezzo è conosciuto anche per il suo rinomato tortello alla lastra, specialità gastronomica delle montagne tra Romagna e Toscana, frutto della tradizione contadina locale e legato alla transumanza in Appennino, che ha saputo trasformare pochi ingredienti in un
piatto dal sapore unico, la cui ricetta, tramandata di generazione in generazione, si è candidata come Presidio Slow Food. Il tortello è preparato a mano da una cooperativa che dà lavoro a cinque donne, tutte del posto e con contratto a tempo indeterminato.
Non solo cibo, dunque, ma lavoro e orgoglio condiviso che mantiene la vita quotidiana possibile e attira turismo. Di qui infatti si intrecciano molti cammini religiosi come il Cammino di Francesco, il Cammino di San Vicinio e di Sant’Antonio oltre a quelli delle Foreste Sacre e la Via Romea Germanica del Passo Serra. Chi passa di qui, difficilmente dimentica.




