mercoledì, Gennaio 14, 2026

Pratovecchio Stia: Nancy Brilli con Il Padrone di Gianni Clementi

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Prosegue la stagione di prosa del Teatro degli Antei organizzata dalla Fondazione Toscana Spettacolo e dal Comune di Pratovecchio Stia.

Venerdì 16 gennaio (ore 21:00) protagonista sarà Nancy Brilli con la pièce Il Padrone di Gianni Clementi, commedia noir ambientata negli anni ’50 che racconta di Immacolata e suo marito Marcello che si sono impossessati dei beni del loro ex datore di lavoro ebreo, intestati a loro per precauzione durante le leggi razziali fasciste.

La situazione si complica quando il Padrone torna dopo 13 anni, e la coppia cerca di liberarsi di lui per non perdere il nuovo status sociale.

Da quel momento succedono colpi di scena, che grazie ai ritmi serrati e coinvolgenti, mettono in risalto il lato oscuro dei personaggi sino ad arrivare al finale della commedia con un evento tanto imprevedibile quanto inaspettato.

Lo spettacolo, diretto da Pierluigi Iorio, vede in scena anche Fabio Bussotti e Claudio Mazzenga, con scene di Alessandro Chiti e costumi di José Lombardi.

 

NOTE DI REGIA

Uno dei testi più avvincenti di Gianni Clementi, nel quale albergano diversi temi storicamente legati a un tempo apparentemente lontano che risultano ancora oggi tristemente attuali.

Ambientato a metà degli anni Cinquanta, con il dichiarato intento di indagare l’animo umano e il grado di aberrazione al quale si può arrivare pur di non perdere i privilegi acquisiti, “leitmotiv” della società degli anni a seguire fino ai giorni nostri.

In uno spettro ampio che va dalla commedia alla tragedia, la storia ruota intorno a due figure preminenti:

il padrone ebreo, personaggio continuamente citato, mai fisicamente presente in scena ma avvinghiato alla coscienza di Marcello Consalvi, suo fedele ragioniere, e Immacolata, donna bellissima e volitiva, allo stesso tempo cinica e, a tratti, violenta, a sua volta vittima di un’infelicità latente che prova a mascherare con un’ostentata consapevolezza di sé.

Il primo concede alla famiglia Consalvi una sorta di “sogno a tempo”, con la speranza di rientrare in possesso dei suoi averi una volta tornato; la seconda afferra quel sogno per cristallizzarne il tempo e farlo diventare solida realtà.

Perenne carnefice del marito Marcello, la signora Consalvi (all’apice della scalata sociale ed economica cui da sempre ambisce), non perde occasione per denigrarlo, anche davanti agli amici, buttandogli in faccia continuamente la sua inadeguatezza per la nuova condizione.

Con una grande attenzione ai ritmi (serrati e coinvolgenti) e alla musica (che porge il braccio alla prosa e, alle volte, detta i tempi dell’azione scenica), viene messa in risalto il lato oscuro dei personaggi di una commedia noir che riesce a divertire (per alcune situazioni al limite del grottesco) e creare suspense, regalare sentimenti di tenerezza e finanche indignare (per la meschinità svelata dai personaggi), in una vera e propria ridda di emozioni verso un finale decisamente inatteso.

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